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LOSGRAMMATICATO

12 maggio 2008
consumi
LA MUFFA IN CASA
 

Muffa in casa

La muffa si forma su elementi costruttivi a causa di costante o permanente umidità. Bisogna chiarire da dove deriva l’umidità:
  • può provenire da pentole, costantemente sotto vapore nel locale (o sopra o sotto), se il vapore non riesce ad uscire;
  • può semplicemente essere prodotta dagli abitanti stessi: ogni persona quotidianamente produ-ce 1-1,5 l di vapore; facendo la doccia si produce 1 l di vapore, gli essicatori per biancheria ne formano 1-3,5 l, e addirittura fiori e piante ne forniscono 0,5-1 l;
  • attraverso punti non stagni, a contatto con il terriccio, può penetrare dall’esterno;
  • in certe condizioni si forma completamente da sola in qualità di condensa (rugiada) su parti di una costruzione confinanti con l’esterno: dietro l’armadio, in bagno, nell’angolino
In questi casi probabilmente si tratta di muffa, formatasi per isolamenti termici sbagliati ed areazione insufficiente.

Potete osservare il fenomeno della condensazione sull’esempio della bottiglia del latte fredda. Non apppena la mettete sul tavolo nella cucina calda, sull’esterno immediatamente si forma la condensa (vapore). Il motivo è che l’aria calda in cucina può contenere una certa quantità di umidità, senza che questa si depositi (con 20° C fino a 17,3 g/m3); lo strato d’aria a contatto con la bottiglia fredda viene raffredato, p.e. a 10°; a questa temperatura l’aria porta solamente 9,39g/m3, se il contenuto di umidità in questo punto fosse più elevato, supponiamo di 12 g/m3, la differenza (12-9,39=2,61 g/m3) si deposita sul vetro sotto forma di vapore.

Si forma condensa sui muri, anche se non così rapidamente, se:
  • la parete è isolata male (vedi l’opuscolo informativo "isolamento termico".
  • una parete è isolata male (vedi l’opuscolo informativo "aria fresca in casa".
  • il locale è arieggiato male, (ad es. a causa dell’installazione di finestre stagne per risparmio energetico, senza contemporaneamente aver provveduto al risanamento termico dei muri).
  • la condensa formatasi con basse temperature esterne non può uscire dal muro, quando la temperatura esterna aumenta (p.e. grazie all’insolazione) e l’umidità evapora. Una parete esterna in condizioni normali dovrebbe essere permeabile al vapore dall’interno verso l’esterno.
  • la porta che separa una stanza non riscaldata da quelle riscaldate viene lasciata aperta: poiché l'aria fredda assorbe meno vapore acqueo, sulle superfici fredde (ad es. sulle pareti) della stanza priva di riscaldamento si forma dapprima condensa e poi muffa.

Su molte facciate esterne è possibile osservare l’effetto del vapore, quando si formano delle bolle sotto l’intonaco, e di conseguenza parti dell’intonaco si staccano.

In questo contesto è necessario aggiungere che i materiali da costruzione si distinguono anche in base alla loro capacità di assorbire, accumulare e più tardi emettere umidità. Selezionando accuratamente i materiali da costruzione (lo stesso dicasi dell’arredamento compresi i tappeti!) si può dunque immediatamente accumulare un improvviso getto di umidità, per essere ceduto più tardi senza che ne derivino danni. L'argilla possiede la migliore capacità di assorbimento emissione di umidità, producendo quindi un ottimo effetto di regolazione.

materiale

intonaco di cemento, intonaco permeabile 9 g/m2
lastre di cartongesso, intonaco permeabile 22 g/m2
abete naturale, 2 strati di vernice 32 g/m2

Ponti termici

Una soletta di cemento che giunge senza interruzione fino all'esterno si comporta come un'aletta di raffreddamento:d'inverno conduce calore verso l'esterno e d'estate dall'esterno all'interno. Si tratta di un ponte termico spesso presente dalle nostre parti. Gli angoli degli edifici per natura sono ponti termici "geometrici", sui quali si possono depositare umidità e formare muffa a meno che non si provveda con un isolamento supplementare.

Diagramma di diffusione del vapore = diagramma di Glaser

Dai coefficienti di diffusione del vapore µ (mi), della capacità di conduzione termica l (lambda) e dallo spessore dei materiali da costruzione si possono calcolare, includendo le condizioni climatiche locali, se e su quale strato si formerà condensa, nonché alla possibilità di prevenirla selezionando appositamente i materiali e gli spessori dei singoli strati, evitando possibilmente di installare barriere antivapore.

coefficiente di diffusione µ di alcuni materiali:

malta di calcestruzzo: 15/35
cemento: 70/150
muratura in mattoni forati: 5/10
tavole di sughero: 5/10
polistirolo estruso: 80/300
vetro: infinito

La costante umidità può provocare danni permanenti agli elementi costruttivi e addirittura pregiudicare la stabilità statica.

Pericoli per la salute dovuti all’umidità
  • umido caldo: si formano microorganismi - pericolo d’infezioni e malattie allergiche
  • umido freddo: malattie reumatiche, generale debolezza immunitaria.

Deduzione

Non sopportare la muffa in qualità di sintomo per troppa umidità, non limitarsi a rimuoverla temporaneamente con l’ausilio permanente di “bastonate” chimiche (potenti funghicidi), ma incidere sule cause. Una volta prosciugato il fondo, la muffa ancora presente può essere rimossa con aceto di vino bianco (non macchia) oppure con alcol denaturato (70 %)!

Prevenire!

  • Una superficie abitabile sufficientemente ampia a persona garantisce il necesario volume d’aria per poter compensare l’umidità in eccesso!
  • Provvedere con buoni isolamenti delle parti esterne (muro, soffitto, pavimento) a produrre alte temperature sulle superfici interne: essendo la differenza tra la temperatura dell’aria al centro del locale e delle supferfici minore di 4°C, difficilmente si può formare condensa!
  • Utilizzare materiali con capacità di assorbimento di vapore per mura, soffitti e arredamento, soprattutto per le superfici (quindi niente rivestimenti sintetici, carta da parati al vinile, soffitti in cemento, pavimenti in PVC)!
  • Arieggiare abbondantemente e contemporaneamente rispettando i criteri di risparmio energetico: un cambio d’aria completo da 0,5 a 0,8 volte l’ora nelle abitazioni (5 minuti di aerazione rapida ogni due ore nelle abitazioni ad isolamento normale, meccanicamente controllata in quelle con buon isolamento)!

Di chi è la colpa?

Acquirenti o locatari di un alloggio hanno diritto ad un’abitazione esente da difetti e la muffa è un difetto pericoloso alla salute. Comunicate per iscritto la presenza di muffa ponendo delle scadenze per la relativa rimozione. Contestualmente il locatario può richiedere una riduzione del canone d’affitto, mentre l'acquirente una riduzione del prezzo d’acquisto. Se non si provvedesse a rimuovere il difetto, sia gli acquirenti che i locatari possono chiedere il risarcimento dei danni inclusi quelli relativi a mobili rovinati dall’umidità, possono inoltre rivendicare la rimozione del difetto e addirittura il diritto al trasferimento. La controparte potrà asserire che la muffa si sarebbe formata a causa di un errato riscaldamento/arieggiamento e altrettanto chiedere la rimozione del difetto o minacciare di sciogliere il contratto di locazione. Un perito può ricercare le cause, può aver luogo un’istruttoria ufficiale, includendo perizie di altri esperti, e di esito incerto, ma comunque dispendioso. È preferibile la via dell’organo conciliatore - il C.T.C.U. offre questa possibilità. Anche in questo caso consigliamo una chiara istruttoria per verificare:

  • l’esistenza del difetto
  • l’isolamento insufficiente delle parti costruttive (diagramma di Glaser)
  • abitudini di arieggiamento o riscaldamento degli inquilini.

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permalink | inviato da LAVOCEDELSILENZIO il 12/5/2008 alle 11:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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